Autore Topic: Dimensionamento gruppo di continuità  (Letto 4665 volte)

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zax2010

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Dimensionamento gruppo di continuità
« il: 10 Giugno , 2011, 13:55:34 pm »
Vista la moria continua dei singoli gruppi di continuità che equipaggia ogni singolo computer del mio studio (ma anche plotter, hub, ecc.), è da tempo che mi interrogo sulla opportunità di eliminare il gruppo singolo per comperare un "gruppone" che gestisca più computer contemporaneamente.

In realtà il problema non sono tanto le interruzioni di corrente, che pure ci sono, quanto i frequenti sbalzi di tensione della zona.
Ovvero, della "continuità" posso tranquillamente fare a meno, o per lo meno mi basta una autonomia standard di soli 5 minuti. Il tempo di salvare i file aperti e stop. Viceversa è la "stabilizzazione" della corrente quella che mi preme di più.

In tutto ciò però non ho mai capito come si dovrebbe dimensionare il "gruppone". Qualcuno vuol darmi o può darmi delle dritte? (Ipotesi: 5 computer standard con relativo monitor: 200W cadauno? Da tenere accesi al massimo 5 minuti alla caduta della tensione).


Offline IngSandro

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Re:Dimensionamento gruppo di continuità
« Risposta #1 il: 10 Giugno , 2011, 14:17:31 pm »
Ti consiglio uno STABILIZZATORE DI TENSIONE (tipo http://www.kwstore.it/product_info.php?products_id=36) da installare fra il contatore e il quadro di distribuzione. Poi continuerei con i singoli gruppi di continuità, vedrai che dopo, avranno una vita utile maggiore.

Offline _automa_

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Re:Dimensionamento gruppo di continuità
« Risposta #2 il: 10 Giugno , 2011, 17:03:49 pm »
zax ti riporto la "mia" situazione. uffici su stessa linea di stabilimento di prefabbricazione. sono sicuro che sai perfettametne cosa vuol dire in termini di sbalzi di tensione. L'impianto degli uffici è dotato di uno stabilizzatore (arcaico per la verità ma funziona perfettamente) a monte degli interruttori dei circuiti prese. di questi circuiti prese (4) 1 è dotato di gruppo di continuità centralizzato di tipo inverter che alimenta il circuito sempre da batteria. Le postazioni servite sono 7. Il gruppo di continuità ha una potenza di 3000VA e lavora mediamente con un carico che non supera il 50% delle capacità,l'autonomia in queste condizioni è di circa di 13 minuti. E' stato recentemente sostituito con uno di caratetristiche uguali al precedente che è durato poco piu' di 10 anni. Il costo è stato di circa 2000 euro.  Lo stabilizzatore invece è attivo qui dalla fine degli anni 80 ma proviene dallo smantellamento di una sala server di una banca. Nulla so sulla sua effettiva vetustà, ma ha sempre funzioanto benissimo e salvato i computer da un sacco di problemi. E' interessante sentirne il funzionamento basato immagino sullo spostamento meccanico di magneti o qualcosa del genere.


Offline _automa_

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Re:Dimensionamento gruppo di continuità
« Risposta #3 il: 10 Giugno , 2011, 17:05:58 pm »
zax sottolineo che il gruppo di continuità tipo inverter alimenta la linea solo e sempre da batteria pertanto essendo disaccoppiato dalla rete funge anche da ottimo stabilizzatore

zax2010

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Re:Dimensionamento gruppo di continuità
« Risposta #4 il: 10 Giugno , 2011, 17:59:06 pm »
zax sottolineo che il gruppo di continuità tipo inverter alimenta la linea solo e sempre da batteria pertanto essendo disaccoppiato dalla rete funge anche da ottimo stabilizzatore

Huummm......
Ultimamente, ma per "gruppetti" (ovvero singola macchina) mi parlano di stabilizzatori on-line (gli standard?) oppure off-line (novità?). Probabilmente si tratta di qualcosa di simile.

Però devo dire che anche il suggerimento di ingSandro non è malvagio. Anche il costo pare abbordabile (260€ per 5000 VA).

Circa gli sbalzi di tensione da "stabilimento". Lo so. Si attacca il carro ponte e tac-tac gruppetto. Si spegne il mescolatore e tac-tac gruppetto.
« Ultima modifica: 10 Giugno , 2011, 18:00:56 pm da zax2010 »

Offline _automa_

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Re:Dimensionamento gruppo di continuità
« Risposta #5 il: 10 Giugno , 2011, 18:18:40 pm »
si gli off line sono proprio quelli di cui ti parlavo.

comunque ti presento l'inverter e lo stabilizatore formato seconda guerra mondiale: un fenomeno!







 

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